CONDIZIONI ATTUALI DELL’OLIVICOLTURA

La situazione odierna

Negli ultimi tempi, la necessità di sostegno e sviluppo del settore primario è oggetto di crescente attenzione sia a livello nazionale che a livello globale. La ragione di ciò è ovvia ed è da porsi in relazione con l’importanza attribuita da studi recenti all’alimentazione dell’uomo moderno. Lo sviluppo di alimenti in maggiore quantità e più benefici per la salute grazie all’adozione di metodi biologici ovvero all’impiego di pratiche di coltivazione che richiedono minori quantità di prodotti chimici e di fertilizzanti rappresentano un’aspettativa delle società e dei mercati contemporanei. Tuttavia, la pretesa di una netta riduzione dei prodotti chimici e dei fertilizzanti impiegati in agricoltura crea non pochi problemi all’agricoltura moderna.

Principali produttori

Per paesi quali la Spagna, l’Italia e la Grecia, una delle principali colture del settore primario (ai primi posti per esportazioni) è rappresentata dall’oliva e dai suoi derivati. Il ruolo dell’olivicoltura in Grecia è sia il risultato di determinati bisogni di mercato, sia la perpetuazione della tradizione e dello stile di vita degli olivicoltori greci. Di conseguenza, lo sfruttamento dei terreni olivicoli non deve essere valutato solo dal punto di vista puramente economico, essendo collegato con numerosi altri fattori non di ordine economico che rendono tale settore di produzione uno stile di vita.

Parassiti e malattie

Il contrasto delle malattie delle olive viene tutt’oggi condotto in termini e con pratiche del secolo passato, nonostante la pletora di moderne tecnologie volte al monitoraggio e all’individuazione tempestiva di eventuali attacchi. In particolare, la mosca dell’olivo rappresenta il più temibile nemico dell’oliva ed è oggi diffusa in tutti i paesi produttori di olio (Mediterraneo e USA), arrecando ogni anno gravi perdite. La presenza del parassita sembra stia aumentando e nell’ottobre del 1998, la prima comparsa documentata dello stesso ebbe luogo negli USA e probabilmente in tutto il Nord America. In Grecia il parassita è presente in tutti gli oliveti ed è noto sin dall’antichità. Il danno che esso può causare, in assenza di misure di controllo, può raggiungere facilmente l’80% della produzione.

La mosca dell’olivo (o mosca olearia)

La fenologia e la densità di popolazione del parassita variano notevolmente da una regione all’altra, a seconda delle condizioni ecologiche di ciascuna regione. Durante il suo ciclo biologico, la mosca dell’olivo attraversa i seguenti stadi: uovo, larva, pupa e parassita adulto. Nella maggior parte degli ambienti , si hanno 3-4 generazioni l’anno. Lo svernamento della mosca dell’olivo ha luogo nel terreno. Essa può essere rinvenuta anche durante l’inverno negli oliveti come parassita sviluppato, qualora le condizioni climatiche non risultino proibitive per la sua sopravvivenza. Cosicché, in zone dall’inverno temperato e quando le olive siano adatte alla nutrizione delle sue larve, la sua presenza è possibile a tutti gli stadi biologici. Va notato che le varietà di olive di maggiori dimensioni con polpa succosa e gli alberi piccoli o quelli sottoposti a irrigazione perché destinati alla produzione vengono di solito colpiti precocemente. L’epoca del primo attacco rispetto a ciascuna varietà di oliva varia da regione a regione e di anno in anno. La crescita e lo sviluppo del parassita può arrivare a 4-5 generazioni nel corso dell’anno. La necessità di trovare cibo e frutti adatti a deporvi le uova impone a un parassita pienamente sviluppato di coprire distanze che giungono ai 4-10 chilometri.

Affrontare il problema più evidente

Risulta pertanto evidente che che il contrasto della mosca dell’olivo costituisce un problema molto complesso. I metodi comunemente utilizzati dai produttori, applicazione di prodotti chimici, con copertura totale o parziale, possono rivelarsi del tutto inefficaci se la loro applicazione (irrorazione) non è quella corretta e ideale in un luogo e in un tempo determinati . Per il contrasto dei parassiti, il controllo chimico viene applicato a titolo di profilassi e di terapia. A differenza dell’approccio terapeutico, la profilassi, per risultare efficace, viene operata su zone estese onde evitare la reinfestazione, pertanto vjene organizzata da enti a livello centrale quali il Ministero dell’Agricoltura con l’ausilio di dirigenti locali dell’agricoltura. Prerequisito per il successo del metodo dell’esca (terreno o aereo) è l’applicazione tempestiva e meticolosa della prima irrorazione, la quale è decisiva per l’uleriore controllo dei parassiti in quanto coincide con la prima generazione del parassita. Risulta pertanto evidente, una volta di più, come la necessità urgente di un monitoraggio e di una previsione affidabile del ciclo biologico del parassita abbia un impatto decsivo ai fini del controllo dello stesso.

Esistono soluzioni?

Gli stessi principi valgono in caso di applicazione di metodi di controllo alternativi. Infatti, esistono metodi quali la biotecnologia, i regolatori di crescita, la distruzione dei batteri simbionti e la sterilizzazione tecnica dei parassiti. Ancora una volta, un comune denominatore per l’efficacia dei suddetti metodi è l’esatta previsione del ciclo biologico del parassita.